08/02/17

Le persone non servono


Il titolo è un po' inquietante, ma a volte è meglio essere consapevoli, piuttosto che pensare che sicuramente non toccherà a noi.
L'autore, dal suo osservatorio privilegiato nella Silicon Valley, ne ha visto sicuramente delle belle tra le tante iniziative che, grazie all'intelligenza artificiale, stanno costruendo un mondo zeppo di agenti sintetici.
Serviranno ancora le persone? Quanti lavoratori verranno sostituiti o spazzati via da algoritmi?
Sembra utopia pensare che avvocati, medici, ingegneri, responsabili marketing possano essere sostituiti da una macchina che piano piano ha imparato, anche se non è consapevole e non dimostra aspirazioni o desideri?
La difficoltà consisterà nel fatto che le competenze richieste per svolgere i lavori disponibili probabilmente evolveranno più velocemente di quanto i lavoratori riusciranno ad adattarvisi, se non apporteremo dei cambiamenti significativi nel modo in cui formiamo la forza lavoro.
Dovremmo focalizzarci sulla formazione delle competenze vacanti, e non di incompetenti in vacanza.
Quanto siamo preparati ad affrontare questo mondo che avanza? Le persone chiamate a regolamentare questi nuovi mercati del lavoro hanno gli strumenti per comprendere come evolverà la società?
Il libro, come molti altri, si interroga sul problema della distribuzione della ricchezza, con un riferimento al mitico coefficiente di Gini, ma, a mio avviso, la parte più utile è quella in cui si evidenzia che l'opportunità di acquisire nuove competenze deve essere onnipresente.

Domattina torno al lavoro e sicuramente battaglierò molte ore per migliorare la progettazione della user experience su 5 diverse dimensioni di schermo, cercando di comprendere come ottimizzare i rework necessari, consapevole che domani forse un agente sintetico in una notte avrà testato 100 diverse soluzioni su 100 diverse tipologie di schermo,
Cosi almeno avrò trovato il modo di ridurre i tempi di sviluppo e tutto il gruppo di lavoro sarà passato ad occuparsi di digital asset...
Rimaniamo ottimisti?

Se si vota la mia recensione su Amazon.it di questo libro



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