04/05/18

I benefici degli alti standard

Quest'anno mi è davvero piaciuta la lettera gli azionisti di Amazon di Jeff Bezos.
Ci sono ottimi spunti per riflettere se vuoi essere circondato da alti o bassi standard.

In questi anni, vista la crisi, molti hanno forse tralasciato questo aspetto e si sono accontentati di bassi standard producendo come risultato finale una qualità non ottimale e che nel lungo periodo è per forza perdente.
Circondarsi di alti standard ha effetti intangibili straordinari perchè è relativa alla professionalità che le persone decidono di esibire, coltivare, rendere rappresentativa di se stessi.

Bella la domanda "gli alti standard sono insegnabili o intrinseci?" (forse per non sbagliare il plurale meglio usare l'inglese intrinsic :-)
Anche per me è assolutamente vero che se metti una persona in un team con alti standard questa si adeguerà e anche lei raggiungerà buone performance, cosi come è vero il contrario che se inserisci una persona in un contesto con bassi standard si adeguerà alle basse performance.
Da qui la risposta che gli alti standard sono assolutamente insegnabili.

Gli alti standard, si chiede Bezos, sono universal or domain specific? Rifletti su questo e avrai un'ottima opportunità per continuare a rimanere umile.

L'ultima considerazione va assolutamente condivisa con più persone possibili: fondamentale è il riconoscimento del perimetro e di quanto sarà duro raggiungere quel risultato. Ogni giorno tendiamo a sottovalutare questo e a non voler ascoltare quelli che ti mettono in guardia sulle difficoltà che ci aspettano.

Leggendo questa lettera mi sento fortunato ad essere quotidianamente circondato nel mio lavoro da persone che mi "obbligano" a perseguire alti standard. Nel mio piccolo metto tutto il mio impegno nel condividere questa filosofia e nel richiedere a mia volta l'inseguimento di alti standard, per alimentare un circolo virtuoso.

Non dico di voler essere meglio di Amazon che, sempre nella lettera, cita di essere per l'ottava volta consecutiva l'azienda n.1 nell'indice di Customer satisfaction americano, per la quinta volta in quello britannico, la migliore nell'indicatore Linkedin come posto ricercato dove lavorare, etc... ma ... poco ci manca!


01/05/18

The Age of Agile


Proprio oggi, 1 maggio, festa dei lavoratori, ho terminato la lettura di questo fantastico libro.
In questi giorni mi è capitato di leggerlo e rileggerlo varie volte, sia per utilizzare alcuni spunti durante i miei progetti (il NABC è entrato a pieno titolo tra i miei approcci preferiti), sia per riflettere su dove sta andando il mondo del lavoro di oggi.
E' una lettura che consiglio caldamente a quanti quotidianamente vanno al lavoro anche con l'obiettivo di migliorarlo continuamente allo scopo di incidere, perchè no, sulla società odierna.
L'autore, Stephen Denning, vi offre, ve lo assicuro, una quantità di spunti.

Solo leggendo i titoli dei paragrafi della prima parte (1. Più valore da meno lavoro, 2. La legge della piccola squadra, 3. La legge del Cliente, 4.la legge del Network, 6. From operational to strategic agility, 7 Changing the organizational culture) sono sicuro che vi verrà voglia di approfondire e vi assicuro che anche la seconda parte dedicata all'analisi di alcune trappole che hanno minato la costruzione di molti business non vi deluderà.
Infine davvero niente male l'agenda per le azioni future dedicate ai diversi interlocutori in azienda e regolatori dei settori.

Davvero fortemente consigliato. Se vi è piaciuta questo consiglio esprimete come sempre un voto su Amazon alla mia recensione qui

07/04/18

Lavorare con o per le persone



Mentre il mondo si interroga su quanti posti di lavoro l'intelligenza artificiale ruberà agli umani, mi trovo ogni giorno di più a riflettere sull'importanza di lavorare al meglio con o per le persone.

C'è stato un tempo in cui per emergere, all'inizio della propria carriera lavorativa, era naturale focalizzarsi sulle proprie abilità tecniche e personali.
Oggi, in un mondo sempre più interconnesso, anche  chi inizia non può esimersi dall'imparare a lavorare in maniera collaborativa e chi ha la fortuna di poter coordinare squadre deve comprendere come sia strategico lavorare per le proprie persone.

Coordinare persone in un'epoca collaborativa non è affatto semplice, richiede dedizione, tanta pazienza e un'ottima capacità di ascolto.

Il tempo è tiranno e i progetti sono tantissimi, ma non esistono alibi per evitare di fidelizzare la tua squadra. 
Secondo il personal business model di Tim Clark uno dei blocchi più importanti è il customer segments, ovvero dobbiamo sempre chiederci "chi sono i nostri clienti, a chi siamo utili?" e in quest'ottica mi trovo spesso a considerare che oltre ai clienti dell'azienda quelli più importanti sono gli elementi della tua squadra.
Quando poi il tuo concetto di squadra si allarga, perchè consideri tutte le squadre che partecipano nei tuoi progetti ecco che il concetto di lavorare per le persone diventa davvero intrigante.

Credo che ci siano ampi margini ed enormi potenziali per lavorare su questi concetti che possono migliorare l'atmosfera nel nostro lavoro quotidiano. 
Come dico in molte situazioni aziendali, in questo momento mi sento particolarmente fortunato, perchè mi viene reso facile lavorare per i tanti compagni di squadra con cui ogni giorno collaboro, ma il mio vuole essere un invito a riflettere ancora di più sull'opportunità di creare valore nelle nostre aziende dedicandosi allo sviluppo personale dei nostri colleghi.

Certo le dinamiche tra le persone non sono sempre immediatamente semplici, ma le soddisfazioni possono essere davvero gratificanti, pensateci!



21/02/18

When


Ho terminato questo bel libro di Daniel Pink che mi ha regalato l'opportunità di riflettere sull'importanza del "quando". Ci sono tanti spunti per comprendere come le persone interagiscono con te o nei tuoi progetti a seconda dei diversi momenti della giornata.
Oltre ai tantissimi esempi tratti da innumerevoli studi e ricerche, mi sono particolarmente piaciute le considerazioni sulle differenze tra le domande che siamo abituati a porci sul "cosa" e non invece sul "quando".
Davvero utile, soprattutto per chi guida o appartiene a team, la parte dedicata all'importanza della sincronizzazione.
Consigliato!

04/02/18

Il presente non basta

Erano mesi che non leggevo un libro cosi coinvolgente!
Vorrei citarvi tantissimi passaggi che ho sottolineato per stimolarvi a leggere questo libro.
Come ho scritto nella mia recensione qui primato della parola, centralità del tempo, nobiltà della politica sono gli argomenti cardine di questo libro meraviglioso che ci aiuta a comprendere come il sapere scientifico e umanistico debbano necessariamente convivere per avere consapevolezza del nostro presente.
Un libro scorrevole che ci porta a spasso nel tempo, grazie al ruolo della lingua latina. Un viaggio meraviglioso!
Il capitolo finale dedicato al ruolo della scuola evidenzia l'importanza che questa dovrebbe avere nella nostra società, principi semplici e fondamentali.
Come disse il rettore di Harvard Derek Bok oltre 20 anni fa "... se pensate di venire in questa Università ad acquisire specializzazioni in cambio di un futuro migliore, state perdendo tempo. Possiamo solo insegnarvi a diventare capaci di imparare, perchè dovrete reimparare continuamente".

Consigliato a chi pensa che l'ars interrogandi sia più decisiva dell'ars respondendi.
Leggetelo, vi prego!